Friuli Venezia Giulia, tornano le Province elettive

Gorizia, Pordenone, Triste e Udine: il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia approva il ddl 86 con cui tornano le Province elettive. Funzioni, organi, personale e tempi

3 Luglio 2026
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l Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato il 1° luglio 2026 il disegno di legge n. 86, che reintroduce le Province come Enti locali elettivi, soppresse nel 2016. Dopo la modifica dello Statuto con la legge costituzionale n. 1/2026, la Regione supera gli Enti di decentramento regionale (Edr) e ripristina un assetto di governo su tre livelli: Comuni, Province e Regione.

Indice

Dallo Statuto al ddl 86: il nuovo assetto delle autonomie

La riforma istituisce quattro Province:
1. Gorizia;
2. Pordenone
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3. Trieste
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4. Udine
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Con le stesse circoscrizioni territoriali del passato e organi a elezione diretta.

Ogni Provincia torna a essere l’Ente di area vasta che rappresenta la comunità e ne promuove lo sviluppo. La norma valorizza la vocazione internazionale e transfrontaliera dei territori e affida ai nuovi Enti compiti in materia di pari opportunità, con la designazione delle consigliere o dei consiglieri di parità. È prevista anche la tutela delle minoranze linguistiche, inclusa la valorizzazione dei dialetti veneti. Vengono così superati gli Edr, istituiti dopo l’abolizione delle Province.

Organi di governo, competenze e personale

Il governo di ciascuna Provincia è affidato a tre organi: consiglio, giunta e presidente.

  • Il presidente è eletto direttamente dai cittadini, dura in carica cinque anni con un limite di due mandati consecutivi;
  • Il consiglio ha durata quinquennale e il numero dei consiglieri sarà fissato da una futura legge elettorale regionale;
  • La giunta non potrà superare un quinto dei consiglieri e, fino al 31 dicembre 2028, sarà composta da presidente e tre assessori, con una rappresentanza di genere non inferiore al 40%.

Dal 1° gennaio 2027 le Province erediteranno dagli Edr funzioni, beni e personale, trasferito d’ufficio senza perdita di anzianità.

Le conseguenze dell’abolizione delle Province e la loro reintroduzione

Il percorso di reintroduzione delle Province sarà graduale. Fino al 31 dicembre 2026 i direttori generali degli Edr predisporranno gli atti per la liquidazione degli Enti; dal 1° gennaio 2027 subentreranno commissari straordinari nominati dalla Giunta regionale, in attesa degli organi elettivi.

Le elezioni saranno indette solo dopo l’approvazione di almeno sei leggi regionali di settore. Per l’assessore alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti si tratta del «primo e fondamentale passo»: ora l’obiettivo è «dare ulteriori funzioni e contenuti a questi Enti». Roberti ricorda che l’abolizione delle Province ha prodotto disservizi e maggiori oneri, come certificato dalla Corte dei conti.

Le scadenze chiave

  • fino al 31 dicembre 2026: i direttori generali degli Edr curano la liquidazione e gli atti costitutivi delle nuove Province;
  • 1° gennaio 2027: nascita delle Province, trasferimento di funzioni, beni e personale; gestione affidata a commissari straordinari;
  • 1° luglio 2027: avvio delle funzioni di committenza ausiliaria a supporto dei Comuni fino a 5mila abitanti;
  • 1° gennaio 2028: assistenza tecnico-amministrativa su servizi informatici, espropri e progetti europei;
  • elezioni provinciali: indette dopo almeno sei leggi regionali di settore

Le dichiarazioni di Roberti, assessore regionale alle Autonomie locali

Oggi è stato compiuto il primo e fondamentale passo di questo percorso. Ora ci aspetta una sfida altrettanto importante: quella di dare ulteriori funzioni e contenuti a questi Enti“, lo ha affermato l’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti.

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