Nel 2023 l’Italia registra 666.131 decessi, quasi 56mila in meno rispetto al 2022. Il dato ISTAT conferma il ritorno ai livelli pre-pandemici per la mortalità generale, ma segnala due eccezioni: malattie respiratorie e infettive sono in controtendenza rispetto al calo diffuso.
Il quadro generale: mortalità in calo, ma ancora sopra i livelli pre-Covid
Nel 2023 i decessi totali in Italia diminuiscono del 7,7% rispetto all’anno precedente (721.974 nel 2022), pur restando superiori del 4,5% alla media del biennio pre-pandemico 2018-2019 (637.198 decessi).
Il tasso standardizzato di mortalità — che misura l’andamento depurato dall’invecchiamento della popolazione — si attesta a 82,6 decessi per 10mila abitanti, tornando in linea con i valori del 2018 (82,9) e del 2019 (82,5), dopo i picchi degli anni pandemici.
Le cause di morte più frequenti rimangono:
- malattie del sistema circolatorio: 206.119 decessi (31% del totale)
- tumori: 175.147 decessi (26% del totale)
- malattie del sistema respiratorio: 52.925 decessi (8%)
- demenze e Alzheimer: circa il 5% dei decessi totali
Circolatorio e tumori insieme causano il 57% di tutti i decessi. Tra le donne pesano di più le malattie circolatorie (33%) e le demenze (7%); tra gli uomini i tumori risultano leggermente prevalenti (30% contro il 28% delle malattie circolatorie).
La forte flessione del Covid-19 e le due eccezioni in crescita
Il dato più rilevante del 2023 è il crollo della mortalità per Covid-19: i decessi scendono da 51.630 a 15.895, con una riduzione del 69%. Il tasso standardizzato passa da 6,4 a 1,9 per 10mila abitanti. La diminuzione è più marcata tra gli under 50 (-82%) e si attenua progressivamente con l’avanzare dell’età. Gli over 80 concentrano il 74% dei decessi per Covid-19, quota superiore a tutti gli anni precedenti.
In controtendenza rispetto alla diminuzione generalizzata, si registrano due andamenti negativi:
- malattie respiratorie: +4,4% rispetto al 2022, trainate dall’aumento di polmonite e influenza (+15,3%)
- malattie infettive: +4,8%, in crescita per il quarto anno consecutivo dal 2020
Entrambe le categorie restano comunque al di sotto dei livelli pre-pandemici per le malattie respiratorie (+0,4% rispetto alla media 2018-2019), mentre le malattie infettive segnano +24% rispetto allo stesso riferimento.
Differenze di genere e distribuzione territoriale
Sul piano del genere, la mortalità maschile rimane superiore a quella femminile, ma il 2023 segna una progressiva riduzione del differenziale. Durante la pandemia gli uomini erano stati penalizzati in misura maggiore; nel 2023 il divario appare in attenuazione. Per il Covid-19 il tasso è di 2,8 decessi per 10mila tra gli uomini e 1,4 tra le donne.
Sul piano territoriale, la geografia della mortalità per Covid-19 mostra nel 2023 una convergenza inedita: il tasso varia tra 2,1 decessi per 10mila abitanti al Centro e nelle Isole e 1,7 nel Nord-ovest. Le flessioni più marcate rispetto al 2022 si registrano nelle Isole (-75%) e al Sud (-72%), le aree che nell’anno precedente risultavano le più colpite.
Da sapere — Tra le cause con le riduzioni più significative nel 2023 figurano, oltre al Covid-19, le malattie circolatorie (-8,5%), le demenze e l’Alzheimer (-8,2%), il diabete (-8,1%) e le cause esterne (-6,4%). Tra le malattie circolatorie il calo più marcato riguarda le malattie ischemiche del cuore (-11,4%), seguite dalle malattie cerebrovascolari (-9,5%).
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