Detassazione del salario accessorio per i dipendenti pubblici

Rafforzate le misure di sostegno al reddito: meno IRPEF e busta paga più leggera per il personale non dirigente della PA

19 Febbraio 2026
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Con un articolo pubblicato il 9 febbraio, l’Agenzia delle Entrate ha illustrato le principali misure fiscali introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 a sostegno del reddito da lavoro, con un focus specifico sugli effetti in busta paga per lavoratori dipendenti pubblici e privati.

Sul versante IRPEF, la manovra interviene con la riduzione della seconda aliquota, misura che interessa una platea ampia di contribuenti collocati nella fascia intermedia di reddito, con l’obiettivo di alleggerire il carico fiscale e aumentare il netto percepito.

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Salario accessorio

Per il settore pubblico, l’attenzione si concentra in particolare sul trattamento economico accessorio. La Legge di Bilancio 2026 prevede infatti una riduzione dell’imposta sostitutiva applicabile alle somme accessorie corrisposte al personale non dirigente, a condizione che il reddito complessivo da lavoro dipendente non superi i 50mila euro annui.

La misura si inserisce tra le politiche di valorizzazione del lavoro pubblico, incidendo direttamente sulle trattenute in busta paga e rendendo più conveniente l’erogazione di indennità, premi e compensi accessori rispetto alla tassazione ordinaria IRPEF e alle addizionali.

Impatti operativi per Amministrazioni e uffici del personale

Dal punto di vista applicativo, la novità richiede un aggiornamento puntuale delle procedure da parte delle amministrazioni pubbliche e dei sostituti d’imposta. La corretta applicazione dell’imposta sostitutiva sul salario accessorio implica infatti verifiche sui requisiti reddituali, un coordinamento con i sistemi di gestione delle competenze e una gestione attenta delle eventuali rinunce del lavoratore al regime agevolato. Per gli Enti, si tratta di un passaggio rilevante anche in termini di programmazione delle risorse destinate alla contrattazione integrativa.

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