ANSC: la digitalizzazione dello stato civile conquista oltre 7.000 Comuni

L’adesione all’ANSC segna un passo decisivo verso una Pubblica Amministrazione moderna, efficiente e orientata ai cittadini

20 Gennaio 2026
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La digitalizzazione dei registri dello stato civile in Italia compie un passo decisivo con l’adesione di oltre 7.000 Comuni all’Archivio Nazionale Informatizzato dei Registri dello Stato Civile (ANSC). Tra questi figurano grandi centri urbani come Milano, Napoli, Torino, Genova e Bologna, a testimonianza della rilevanza nazionale dell’iniziativa.
L’adozione dell’ANSC segna la transizione dal tradizionale modello cartaceo alla gestione digitale degli atti di nascita, matrimonio, unioni civili, cittadinanza e decesso. L’integrazione con l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR) garantisce uniformità dei dati e maggiore interoperabilità tra Comuni, creando le condizioni per una Pubblica Amministrazione più moderna, efficiente e orientata ai cittadini.

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Una piattaforma unica per Comuni e cittadini

Il nuovo sistema permette agli ufficiali di stato civile di creare e conservare gli atti con pieno valore legale in un archivio digitale unico e sicuro. Grazie all’integrazione con ANPR, gli aggiornamenti sono automatici e i dati risultano coerenti tra i diversi enti, migliorando la qualità complessiva delle informazioni.
Anche per i cittadini l’innovazione è significativa: gli atti possono essere firmati digitalmente tramite SPID o Carta d’Identità Elettronica (CIE), e a breve sarà possibile richiedere online i certificati di stato civile, senza dover recarsi fisicamente agli sportelli comunali.

Sostegno istituzionale e benefici concreti della digitalizzazione

L’iniziativa nasce da un impegno congiunto tra istituzioni centrali e autonomie locali, sostenuto dalle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Il Dipartimento per la trasformazione digitale per la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha stanziato 50 milioni di euro a supporto dei Comuni per favorire l’adozione del sistema. L’obiettivo è chiaro: semplificare i servizi, migliorare la qualità dei dati e rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Per gli uffici demografici, la digitalizzazione comporta vantaggi concreti in termini di efficienza, sicurezza dei dati e uniformità degli atti, mentre per i cittadini si traduce in maggiore accessibilità e riduzione dei tempi di gestione dei servizi anagrafici.

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