Con una nota diffusa il 16 luglio, il Dipartimento per la Trasformazione Digitale ha pubblicato il primo Rapporto “Mappa dei Comuni digitali”, realizzato in collaborazione con ANCI, che offre una fotografia aggiornata dello stato della digitalizzazione nei Comuni italiani.
Il ruolo del PNRR nella trasformazione digitale dei Comuni
Nell’esercizio delle nuove funzionalità digitali dell’amministrazione, il PNRR ha svolto un ruolo fondamentale con gli investimenti forniti tramite la piattaforma PA digitale 2026. I fondi stanziati dal PNRR hanno permesso di consolidare infrastrutture digitali esistenti e progettare nuovi modelli per raggiungere l’interoperabilità tra le banche dati pubbliche tramite la Piattaforma digitale nazionale dati (PDND).
I progetti finanziati sono:

Mentre la percentuale dei progetti portati a compimenti si attesta sui seguenti valori:

Infrastrutture, connettività e sicurezza digitale
La migrazione verso il Cloud ha riguardato 7.616 Enti, pari al 96% del totale dei Comuni. Nonostante l’80% dei Comuni dichiari, in sede sondaggistica, di non aver subito alcun attacco informatico dal 2023, il 15% è stato colpito da phishing (truffa digitale con messaggi ingannevoli per estrapolare informazioni sensibili). Inoltre il recente rapporto del GPDP illustra i rischi di data breach nei Comuni. L’82% dei Comuni, per scongiurare gli attacchi alla sicurezza, conta su un sistema di disaster ricovery misto (cloud o misto cloud/locale).
Digitalizzazione dell’attività amministrativa
A fronte del questionario distribuito ai Comuni partecipanti, ben il 75% ha informatizzato determine e delibere, mentre il 90% dei Comuni ha aderito alla Piattaforma digitale nazionale dati (PDND). Altrettanto importante è l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR) che ha integrato le liste elettorali e implementato la digitalizzazione del settore dei demografici grazie all’Archivio Nazionale informatizzato dei registri dello Stato Civile (ANSC).
PER APPROFONDIRE:
- PNRR, nuovi fondi per i Comuni che aderiscono all’ANSC: pubblicato l’avviso su PA digitale 2026
- SD Podcast – Archivio Nazionale Stato Civile (ANSC): obbligo per tutti i Comuni entro il 31 dicembre 2026
- Archivio Nazionale Informatizzato dei Registri di Stato Civile (ANSC): guida alla firma elettronica remota e distribuzione OTP
Digitalizzazione dei servizi
Il tasso di partecipazione più alto agli avvisi su PA digitale 2026 è quello relativo agli avvisi SEND (88% della platea). Oltre 4.500 comuni sono pronti a inviare digitalmente notifiche a valore legale. I servizi demografici, di edilizia/urbanistica, scolastici e dei tributi sono erogati in modalità digitale in oltre il 70% dei comuni. Nonostante ciò la Pubblica Amministrazione rimane lacunosa sul versante del back-office: oltre il 40% degli Enti dichiara infatti di aver digitalizzato solo il front-office dei servizi e una percentuale tra il 21 e il 25% di non aver ancora digitalizzato nessun aspetto dei servizi.
PER APPROFONDIRE:
Governance e innovazione
Lo scoglio alla innovazione digitale si ramifica su due strade:
1) carenza di risorse economiche
2) carenza di personale qualificato
A gestire l’ICT sono principalmente fornitori esterni (per il 75%), solo per il 25% la gestione è interne. Inoltre, per il 65% dei Comuni il Responsabile per la transizione digitale è una figura interna che ricopre un altro ruolo amministrativo. Un altro dato emblematico è rappresentato dal divario dei Comuni in campo di sicurezza: La necessità di utilizzare strumenti di analisi avanzata per supportare le decisioni è considerato “essenziale” nel 43% dei Comuni e “non rilevante” nel 47%.
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