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Nascite fuori dal matrimonio, in crescita

Nascite fuori dal matrimonio, in crescita

Nel 1996 (prima che venisse emanata la L. 15/5/1997, n. 127 e, precisamente, in fase di predisposizione di questa), vi era stato chi aveva suggerito non tanto di modificare l’art. 70 Ord. St. Civ. (R. D. 9/7/1939, n. 1238), quando di “sfruttare”, magari attraverso strumenti amministrativi (circolari) la possibilità, presente nel testo, che le dichiarazioni di nascita fossero rese, quando possibile “ …. o da persona delegata dall’istituto o stabilimento in cui ebbe luogo il parto. …”, sul presupposto che la pressoché totalità delle nascite avveniva, ormai da una quarantina d’anni, circa, in strutture specifiche, con ciò semplificando i genitori rispetto ad una tale dichiarazione e considerando che quest’impostazione avrebbe lasciato “scoperti” i casi della nascite avvenute altrove ed i casi di filiazione (allora definita) naturale, dal momento che in queste ultime ipotesi la dichiarazione di nascita veniva a concorrere (in genere) con l’istituto del riconoscimento di filiazione, il quale richiede il rispetto di determinate forme (art. 254 C. C.).

Questa proposizione, considerava il fatto che le nascite fuori dal matrimonio risultavano, all’epoca, sull’ordine prossimo, senza raggiungerlo, al 7%, per cui il ricorso massivo alla anzidetta proposta modalità di dichiarazione di nascita avrebbe dato una “risposta semplificatrice” all’incirca al 93% delle nascite. Il 27/11/2013, l’ISTAT ha diffuso un comunicato dal titolo: “Natalità e fecondità della popolazione residente: caratteristiche e tendenze recenti“, su dati riferiti al 2012, da cui risulta che quel ormai lontano < 7% di nascite fuori dal matrimonio è divenuto quali il 25% (esattamente: 24,71%) delle nascite, segno di trasformazioni intervenute nella società, dove sono sempre più presenti le coabitazioni non correlate al matrimonio (anche se, ovviamente, non è la coabitazione, da sola, ad incidere su questo dato).

Tra l’altro, il tasso di nascite fuori dal matrimonio presenta differenziazioni territoriali, dato che al Centro Nord si supera il 30%, con picchi del 44% nella Provincia autonoma di Bolzano, del 36% in Valle d’Aosta, del 33% in Emilia-Romagna e Liguria e del 31% in Toscana e in Piemonte. Risulta continuare la tendenza ad un calo delle nascite, contrastata dalle nascite da genitori stranieri (o, almeno, madri straniere che vedono 4 comunità nazionali (nell’ordine: Romania, Marocco, Albania, Cina) rappresentare da sole (quasi) la metà.

Oltretutto, cresce la tendenza ad una maternità in età non proprio giovanile (< 7% over 40 e 11,1% < 25 anni) in generale, mentre per le madri italiane vi è una sorta di equo posizionamento (8%) delle due fasce di età (< 25 anni e > 40 anni).

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