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SENZA CATEGORIA - Elezioni, segni di riconoscimento: quanta creatività

Elezioni, segni di riconoscimento: quanta creatività

Vi sono delel realtà, in cui abbastanza spesso  la segretezza del voto  è elusa, aggirata,  cioè dove   non cessano di aversi comportamenti volti a far riconoscere il voto, quasi a voler far risultare la fedeltà ad una promessa fatta a questo o quel candidato. Sulla questione dellla nullità  delel schede che consentano il riconoscimento dell’elettore,  ha dovuto re-intervenire il T.A.R. per la regione Calebria, sede di catanzaro, Sez. 2^, sent. n.  1262 del 23/9/2011 secondo la quale, riconfermandosi precedenti giurisprudenziali maggioritari, devono considerarsi nulle, in quanto recanti segni di riconoscimento, quelle schede che rechino segni o scritte estranei alle esigenze di espressione del voto, che non abbiano una ragionevole spiegazione nella modalità con le quali l’elettore abbia inteso esprimere il proprio voto (così ex multis TAR Campania Napoli, sez. II, 20.4.2007, n. 4195 e Cons. Stato, sez. V, n. 5185/2005).
Alla luce di tale principio, deve considerarsi corretto l’annullamento di schede recanti la sottolineatura delle preferenze.
La sottolineatura del voto di preferenza costituisce, infatti, elemento del tutto estraneo alle modalità di espressione del voto, giacché la manifestazione della volontà dell’elettore non contempla l’apposizione di segni diversi dall’indicazione del nome del candidato. Un segno grafico quale la sottolineatura, pertanto, non può esprimere alcuna volontà di rafforzare o riaffermare il voto, ma può solo fungere da elemento in grado di rendere possibile il riconoscimento dell’elettore che ha espresso il voto. Lo stesso dicasi per l’apposizione di puntini sul voto di preferenza.
I puntini non possono esprimere alcuna esigenza connessa alla manifestazione del voto, né trovano altra ragionevole spiegazione, e costituiscono, pertanto, chiaro segno di riconoscimento, implicante la nullità del voto espresso. Inoltre, l’indicazione della qualifica lavorativa del candidato introduce un elemento estraneo all’espressione del voto di preferenza, avente oggettiva attitudine a costituire segno di riconoscimento dell’elettore (cfr. Cons. Stato, sez. V, 11.5.2007, n. 2357).

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