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SENZA CATEGORIA - Corte dei Conti. Quando "pesa" (= costa) la P.A.

Corte dei Conti. Quando “pesa” (= costa) la P.A.

La Corte dei Conti, SS.RR: Contr., in sede di Relazione 2012 sul costo del lavoro pubblico, prevista dall’art. 60 D. Lgs. 30/3/2001, n. 165, cioè con la delibera n. 13/CONTR/CL/12 del 14/5/2012, non proprio brevissima (il numero delle pagine corrisponde, circa, alla numerazione del citato D. Lgs, che prevede tale relazione), constata come le più recenti misure in materia di costi del personale delineino un quadro che restringe, anche per le Regioni e gli enti locali, i margini di flessibilità organizzativa, ma anche una diminuzione della spesa 2011 per redditi da lavoro dipendente pari all’1,2% rispetto all’anno precedente.
Al termine del 2010 i dipendenti in servizio preso tutte le pubbliche amministrazioni destinatarie delle norme contenute nel d.lgs. n. 165 del 2001 sono circa 3.459.000, di cui 3.315.000 con rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
Rispetto al precedente esercizio si registra una flessione percentualmente rilevante (-1,9%), che fa seguito a quella di analogo valore evidenziata al termine del 2009. Il trend relativo all’ultimo biennio deriva, in gran parte, dalla politica di razionalizzazione dell’organizzazione scolastica, avviata con il citato decreto-legge n. 112 del 2008, in esito alla revisione del rapporto alunni-docenti e alla ridefinizione delle regole per il dimensionamento ottimale degli istituti scolastici. La diminuzione del numero dei dipendenti è, comunque, evidente in tutti i comparti di contrattazione, più marcata per quelli statali (-2,4%, a fronte di una riduzione pari all’1,4% per il restante personale pubblico).
La serie storica decennale relativa alla consistenza dei dipendenti evidenzia in modo netto ed univoco la maggior efficacia delle politiche di contenimento avviate a partire dalla seconda metà del 2008. Per la prima volta dalla privatizzazione del pubblico impiego, il conto annuale rileva una significativa diminuzione del costo del personale, che si attesta su un valore di 152,2 miliardi (1,5% in meno rispetto al 2009). La diminuzione dei dipendenti registrata nel 2010 è evidente e rilevante in tutti i comparti di contrattazione, con percentuali significative per il settore della ricerca (-5%), ministeri (-2,8%) e agenzie fiscali (-3,1%).
Meno evidente l’effetto delle misure restrittive contenute nel decreto-legge n. 112 del 2008 con riferimento al servizio sanitario nazionale, relativamente al quale, peraltro, la diminuzione registrata nel biennio 2008-2010 (complessivamente -0,5%) fa seguito ad una crescita del 2,5% nel periodo 2001-2008. Per il comparto Regioni ed autonomie locali si conferma, per il 2010, un andamento della consistenza del personale da tempo in riduzione.
In fondo, che vi siano meno addetti e che i loro redditi reali siano in calo (superiore al calo del PIL), e con incidenze del tutto inferiori a quelle dei settori privati, era cosa percepita e percepibile, ora acclarata dai “mazzieri” (per il logo utilizzato) della Corte dei Conti. Interessanti, ed esplicativi, anche i raffronti in ambito europeo, così come le analisi per singoli comparti. Per evitare di lasciarsi fuorviate dai commenti mediatici, per altro, è suggeribile una lettura integrale della Relazione (ma qualcuno dovrebbe spiegare che cosa sia la c.d. “Indennità De Maria”, magari collegandola alla pronuncia della Corte costituzionale, con sent, n. 126 del 10/7/1981 .).

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