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ELETTORALE - Ancora al voto con matite e schede! E il 4 marzo si aggiunge anche il “tagliando antifrode”

schede

Articolo di Umberto Coassin

Mentre in India gli scrutatori raggiungono i villaggi più remoti con un tablet touch screen per far votare chi altrimenti non potrebbe e in Estonia con la carta d’identità digitale si vota addirittura dal computer di casa, in Italia torniamo al voto ancora con matite, carta e inchiostro.

Pare sia stato il timore di manipolazione dei risultati elettorali ad aver fatto definitivamente naufragare in Italia la sperimentazione sul voto elettronico. Soprattutto dopo l’ormai dimenticata prova nazionale del 2006 e l’ipotesi, pur non provata, che proprio durante lo scrutinio elettronico alcune schede bianche siano state convertite in voti.

Così, nell’era digitale, il 4 marzo prossimo, torneremo a votare con tanto di matita copiativa su schede di carta. E, con tanto di urne di cartone, di scotch per sigillare, dall’interno, finestre e porte, tranne naturalmente la porta di uscita (sic), di verbali, registri, buste e bustoni, e di tessere elettorali, tutti naturalmente cartacei. Quando, se giriamo lo sguardo altrove, ma non solo negli Usa, troviamo che in Brasile usano dal 1996 la Dre: registrazione diretta elettronica, in India gli scrutatori raggiungono i villaggi più remoti con un tablet touch screen per far votare chi altrimenti non potrebbe e in Estonia, grazie alla carta d’identità digitale, che da noi  sta decollando solo ora per la generalità dei cittadini, dopo vent’anni dalla sua previsione,  si vota addirittura dal computer di casa.

Stavolta arriva ai seggi un’altra novità  Si tratta del “tagliando antifrode”. Che cos’è? Le nuove schede elettorali saranno dotate di un’appendice cartacea munita di un “tagliando antifrode” con un codice progressivo alfanumerico generato in serie; dopo che l’elettore ha votato e ha restituito la scheda al presidente del seggio debitamente piegata, tale appendice con il tagliando è staccata dalla scheda e conservata dai componenti dei seggi elettorali, che controllano se il numero del tagliando sia lo stesso di quello annotato prima della consegna della scheda all’elettore; solo dopo tale controllo il presidente del seggio inserisce la scheda stessa nell’urna. Per capire come funziona riproduciamo, in calce, le istruzioni grafiche fornite ai presidenti di sezione dal Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Questo tagliando, secondo il legislatore, dovrebbe evitare il pericolo di quella che è stata chiamata la “scheda ballerina”. In estrema sintesi, la “scheda ballerina” è un possibile sistema per la manipolazione del voto: si fornisce una scheda precompilata all’elettore che la metterà nell’urna al posto di quella fornita dagli addetti del seggio. L’elettore riporterà indietro quella bianca ricevuta al seggio. Scheda che verrà usata per l’elettore successivo. Roba da illusionisti!

 

>> Preparazione della scheda

 

PER APPROFONDIRE

 

 

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