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FAMIGLIA - Coppie internazionali

18 paesi dell’UE decidono di chiarire le norme in materia di regime patrimoniale delle coppie internazionali
Nel 2011 la Commissione europea ha stimato che nell’Unione europea sono circa 16 milioni le coppie che vivono in situazione
transfrontaliera.
Il 9 giugno 2016, 18 Stati membri hanno raggiunto un orientamento generale su due regolamenti finalizzati a stabilire le disposizioni applicabili alle coppie coniugate o alle coppie registrate in situazioni transfrontaliere (ossia coppie di diverse nazionalità dell’UE e/o che sono proprietarie di beni in un altro Stato membro dell’UE).
I regolamenti mirano a stabilire quali siano il foro competente e la legislazione applicabile in materia di regimi patrimoniali tra coniugi e gli effetti patrimoniali delle unioni registrate. Essi faciliteranno inoltre il riconoscimento el’esecuzione delle decisioni su tali materie nelle situazioni transfrontaliere. Definiranno norme chiare sul diritto applicabile in caso di divorzio o decesso, migliorando la certezza del diritto e mettendo fine a procedimenti paralleli e potenzialmente conflittuali in più Stati membri.
I diciotto Stati membri partecipanti alla cooperazione rafforzata sono: Belgio, Bulgaria, Cipro, Repubblica ceca, Germania, Grecia, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Austria, Portogallo, Slovenia, Finlandia e Svezia.
Gli altri Stati membri sono liberi di aderirvi in qualsiasi momento dopo la sua adozione. A questo proposito, l’Estonia ha annunciato l’intenzione di partecipare alla cooperazione dopo la sua adozione.
I regolamenti lasciano intatti gli istituti di base del matrimonio e dell’unione registrata, che rimangono materie definite dalle leggi nazionali degli Stati membri. Essi prevedono inoltre una serie di garanzie intese al rispetto dei sistemi giuridici nazionali. Ad esempio, nulla obbliga gli Stati membri partecipanti la cui legge non riconosca l’istituto dell’unione registrata a prevederlo nel diritto nazionale, né ad assumere la competenza per tali unioni.
Dopo l’adozione dell’orientamento generale, il Parlamento europeo formulerà il suo parere sui testi nel corso di questo mese. Successivamente, i regolamenti saranno adottati formalmente dai 18 Stati membri partecipanti. L’adozione formale è prevista per fine giugno 2016.

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