Roma chiede più poteri e conta sulla chance Expo

Fonte: Il Sole 24 Ore - 14/09/2022

Roma è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso della crisi del governo Draghi: a metà luglio il M5S non ha votato la fiducia al decreto Aiuti con la norma che garantisce al sindaco di Roma Roberto Gualtieri i poteri speciali per costruire l’odiato termovalorizzatore. Eppure poche città come Roma avrebbero fatto a meno di questa crisi di governo. Troppe le questioni vitali per la capitale – su molte delle quali c’è peraltro un ampio consenso tra le forze politiche e produttive – che richiedono un governo e un Parlamento nel pieno delle funzioni. Dal Pnrr da attuare (8,2 miliardi a Roma solo per infrastrutture e turismo), al Giubileo del 2025 (1,3 miliardi dal governo per le opere connesse) alla candidatura per l’Expo 2030 da seguire passo passo (a febbraio-marzo arriveranno gli ispettori del Bie). Fino alla riforma costituzionale per garantire a Roma i poteri (e le risorse) che hanno le altre capitali europee, con cui risolvere i problemi cronici della città, dai trasporti ai rifiuti (e non è un caso che Gualtieri punta a sciogliere quest’ultimo nodo costruendo un termovalorizzatore con i poteri speciali concessi dal governo). «Il sistema delle imprese del Lazio è sbigottito di fronte a una crisi assurda», commentò Angelo Camilli, presidente di Unindustria, alla notizia della crisi del governo Draghi. Ora Camilli chiede che dopo le elezioni «non si perda tempo e che le forze politiche si mettano subito d’accordo per formare un nuovo governo in grado di affrontare le emergenze».
Anche perché il caro energia inizia a mordere. Già nel 2021 la provincia di Roma aveva perso 82mila occupati rispetto al 2019. E ora circolano le prime stime nere. Secondo Federlazio, nella provincia di Roma ci sono 75-80mila imprese in difficoltà che potrebbero essere costrette a fermarsi. Si va dal commercio all’artigianato, passando per la ristorazione, l’agroalimentare, la metalmeccanica e l’elettronica.
Ma Roma è una città complessa (ha gli stessi abitanti di Milano, Torino e Genova messe insieme, e una superficie sette volte quella di Milano), una città fatta di estremi (un reddito pro capite oltre i 40mila euro nel centro e che scende a 17mila nella periferia est).
In questo scenario si è inserita una campagna elettorale inasprita dal fatto che dopo le politiche del 25 settembre ci sarà anche il voto anticipato nel Lazio, tra gennaio e febbraio 2023: il governatore uscente Nicola Zingaretti (Pd), in scadenza la prossima primavera, ha deciso di candidarsi come capolista nel collegio proporzionale (la sua elezione è scontata).
Sul Pd romano pesa l’incognita dell’alleanza con il M5S, che regge ancora in Regione, dopo la rottura tra Enrico Letta, segretario Pd, e Giuseppe Conte, leader pentastellato, a seguito della caduta di Draghi. Cosa farà il M5S alle prossime Regionali? «Dopo le politiche convocheremo un tavolo di maggioranza in Regione, per analizzare il lavoro fatto. Poi decideremo», spiega Roberta Lombardi, assessora M5S alla Transizione ecologica in Regione. «La norma – prosegue – che dà a Gualtieri poteri speciali sui rifiuti non parla di termovalorizzatori, ma solo di impianti. Da questo punto di vista è una norma neutra, che punteremo a indirizzare verso l’economia circolare. Le priorità di Roma sono legate all’emergenza rifiuti, alla mobilità e alla transizione energetica», spiega.
Dai sindacati arriva la preoccupazione per i possibili impatti occupazionali. «Ai candidati chiediamo un impegno per trasformale il volto di Roma in quello di una città europea», spiega Michele Azzola, segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio. «I lavoratori che vanno in cassa integrazione – aggiunge – vedono già decurtato lo stipendio e il caro energia porta a un ulteriore impoverimento. Bisogna intervenire subito». Per Carlo Costantini, segretario generale della Cisl Roma Capitale-Rieti «Roma ha il problema di non riuscire a legare il centro con la periferia. Le opportunità di lavoro sono sempre minori. Ormai da tre legislature non si riesce a portare la città al livello che le compete. Auspichiamo l’assegnazione dell’Expo e i poteri speciali per Roma per permetterle di decidere in autonomia sul suo territorio». *

 

Andrea Marini

Selezione di articoli tratti dai principali quotidiani nazionali – Servizio in collaborazione con Mimesi srl
* Articolo integrale pubblicato su Il Sole 24 Ore del 14 settembre 2022

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