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SENZA CATEGORIA - Una bambina di nome Facebook

Una bambina di nome Facebook

È di pochissimi giorni fa la notizia della nascita in Egitto di una bambina a cui è stato dato il nome Facebook.

Chi ha seguito le cronache di questi ultimi mesi, sa che la scelta dei genitori è stata dettata da un senso di forte gratitudine nei confronti del social network che si ritiene abbia avuto un ruolo cruciale nella rivolta culminata nelle dimissioni del presidente Hosni Mubarak.

Sarebbe stato possibile, in Italia, imporre un nome del genere ad un bambino? La risposta è no.

Due i casi più eclatanti degli ultimi tempi: uno, più recente, che si è occupato di una bambina registrata all’anagrafe con il nome di Andrea e, l’altro, che ha visto coinvolto Venerdì, bambino nato a Genova.

Entrambe le vicende, seppur di molto differenti, si sono concluse con un decreto di rettifica del nome: Andrea è stato modificato in Giulia Andrea e Venerdì in Gregorio Magno.

In estrema sintesi, nel primo caso il Tribunale di Catanzaro ha ritenuto che l’attribuzione ad una bambina di un nome che, per la tradizione italiana, è notoriamente maschile, abbia violato la disposizione dell’art. 35 del D.P.R. 396/2000 il quale vieta di imporre al minore nomi non corrispondenti al suo sesso.

La violazione di tale disposizione comporterebbe, indirettamente, anche la violazione dell’art. 34 del medesimo decreto – che vieta l’attribuzione di nomi ridicoli o vergognosi – in quanto si concretizzerebbe in una esposizione del bambino alla pubblica derisione.

A nulla è rilevato che Andrea sia nata e risieda in Francia, in quanto comunque cittadina italiana. Nessuna valenza, inoltre, è stata data alla possibilità, riconosciuta ai genitori anche in Italia, di scegliere nomi stranieri per i propri figli.

Il Tribunale, nell’esercizio dei suoi poteri, ha pertanto provveduto ad anteporre temporaneamente al nome Andrea il nome Giulia al fine di definirne espressamente la natura femminile. È stata poi riconosciuta ai genitori la facoltà di indicare un nome diverso nel termine di 30 giorni dalla notifica della decisione.

Sicuramente meno controverso il caso di Venerdì, arrivato fino in Cassazione, i cui genitori non si sono rassegnati all’idea di vedere modificato il nome scelto per il proprio bambino. Il Tribunale di Genova, infatti, contestando la violazione dell’art. 34 del D.P.R. 396/2000 e ritenendo che il nome scelto potesse rendere difficile l’inserimento sociale del piccolo, lo ha rettificato in Gregorio Magno, santo del giorno di nascita del bambino. La decisione è stata poi confermata dalla Corte di Appello di Genova mentre il ricorso alla Corte di Cassazione è stato dichiarato inammissibile.

È evidente come le due decisioni, pur basandosi su presupposti normativi identici, si riferiscano a circostanze concrete del tutto differenti. Il caso di Giulia Andrea, infatti, ha portato molti a riflettere su quale sia il limite tra la tutela dell’interesse del minore e l’ingerenza dello Stato nelle scelte dei genitori.

Vorrei, però, in questa sede porre l’attenzione su un fattore innegabile: l’avvio della procedura di rettifica del nome è rimessa esclusivamente alla discrezionalità (e al buon senso) dell’ufficiale dello stato civile che riceve la dichiarazione. Questi, ai sensi del quarto comma dell’art. 34 del D.P.R. 396/2000, valutato con parametri del tutto personali se un nome sia ridicolo o vergognoso, avverte i genitori del divieto e, se questi insistono per l’attribuzione, ne dà notizia al procuratore della Repubblica per l’avvio della procedura di rettifica.

I risultati di questa discrezionalità, che spesso si traduce in una tutela non omogenea degli interessi dei più piccoli e del loro diritto al nome, sono evidenti: molto facile incontrare bambini cui sono stati attribuiti nomi stranieri italianizzati o trascritti male, per non parlare dei nomi “eccentrici” dei figli di alcune celebrità o degli improbabili accostamenti nome/cognome che costringono i malcapitati a richiedere, una volta adulti, la modifica di uno o dell’altro (a riprova del danno subito).

Concluderei con una personale considerazione: a mio modesto avviso, Andrea è un bellissimo nome per una bambina!

di Silvia Surano

(fonte: www.leggioggi.it)

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