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ELETTORALE - RASSEGNA STAMPA – Spese elettorali ai prefetti

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Selezione di articoli tratti dai principali quotidiani nazionali – Servizio in collaborazione con Mimesi srl

Da Italia Oggi – 9/6

Il dettaglio delle spese sostenute dai comuni per l’organizzazione delle consultazioni del 4 marzo 2018 va trasmesso al ministero dell’interno dalle prefetture e non dai municipi.
A richiamare gli uffici territoriali del governo all’esatto adempimento della normativa in materia di rimborsi è la direzione centrale finanza locale del Viminale che ha inviato una nota (n.14/2018) per fare una volta per tutte chiarezza.
Nonostante non vi siano dubbi sul fatto che spetti alle prefetture la comunicazione delle spese sostenute dagli enti locali in occasione delle elezioni politiche, continuano a essere numerosi i comuni che trasmettono al ministero i file excel con il dettaglio dei costi. File excel che invece dovranno essere le prefetture a compilare.
In gioco ci sono i rimborsi ai comuni che continuano a essere a rischio se i municipi persisteranno nell’effettuare invii non di loro competenza. Infatti, come avverte la direzione guidata da Giancarlo Verde, «in nessun caso la documentazione trasmessa dai comuni potrà essere presa in considerazione dal ministero», in considerazione del fatto che solo le prefetture (nonché i commissari del governo nelle province di Trento e Bolzano e il presidente della regione in Valle d’Aosta) hanno la responsabilità del controllo del rendiconto e dell’importo indicato nei fogli formato excel. Il Viminale, dunque, ha invitato le prefetture a chiarire questo aspetto ai comuni, nonché a provvedere alla trasmissione dei dati entro il 4 luglio 2018 (quattro mesi dal giorno delle consultazioni), termine fissato dalla legge a pena di decadenza per avere diritto al rimborso.
Nell’ipotesi in cui il rendiconto non venga presentato entro tale termine, la direzione centrale finanza locale ha avvertito che recupererà l’intero importo anticipato al comune inadempiente.
Francesco Cerisano

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