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Fecondazione eterologa, le Regioni approvano le linee guida

Fecondazione eterologa, le Regioni approvano le linee guida

Un segnale di civiltà, o come ha detto il presidente delle Regioni Sergio Chiamparino, un segnale politico importante: la Conferenza delle Regioni ha infatti approvato all’unanimità le linee guida sulla fecondazione eterologa e ottenuto la “promozione” dal Ministro della Salute Lorenzin.

Alla serietà che le Regioni hanno dimostrato nel rispettare gli impegni presi dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 162 dell’aprile scorso e la sollecitudine in particolare dimostrata dalla Regione Toscana, il Parlamento dovrebbe ora fare la sua parte e legiferare. Solo così, infatti, la fecondazione eterologa può essere inserita dal Ministero della Salute nei livelli essenziali di assistenza (LEA) e regolamentata con un ticket, da definire sulla base dei costi.

“Ritengo che questi indirizzi approvati dalla Conferenza delle Regioni – ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni – rappresentino un lavoro che ha anche un valore etico e politico perché siamo di fronte alla possibilità che un diritto riconosciuto a livello internazionale trovi concretizzazione anche nel nostro Paese. Si tratta certamente di un’assunzione di responsabilità da parte delle Regioni, ma anche di un importante segnale politico”.

“Con l’approvazione di queste linee guida non ci saranno più differenze tra le Regioni”, ha detto il governatore del Veneto, Luca Zaia, lasciando i lavori della Conferenza delle Regioni. Ad una giornalista che gli ha chiesto se i single potranno cercare di avere un figlio con la fecondazione eterologa, Zaia ha risposto: “personalmente penso non ci debbano essere problemi ma è vero che questo è uno strano Paese…”.

Al Careggi già in fila per la fecondazione eterologa pubblica

Prima nel dare seguito alla sentenza n. 162/2014 della Consulta e prima a fornire il servizio: all’ospedale di Careggi Firenze sono cominciati i primi appuntamenti per le coppie che desiderano intraprendere la fecondazione eterologa. La prima a presentarsi è stata una coppia over 40 che risiede in un comune del Fiorentino. Documentazione clinica in mano ”Vediamo come va a finire” hanno detto, visibilmente tesi prima di incontrare i medici: “Non abbiamo mai tentato all’estero”. La Toscana è la prima regione in cui vige una delibera sui criteri tecnici per l’eterologa.

“Prevediamo di effettuare il primo intervento di fecondazione eterologa entro due mesi”. Così Monica Calamai, direttore generale della AOUC Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi: “I tempi di attesa per l’intervento sono legati agli accertamenti diagnostici necessari”. “Il processo della fecondazione eterologa si inserisce in una situazione di attenzione particolare da parte della Regione – aggiunge – si tratta di una rivoluzione di coppia perché le scelte di questo tipo non sono mai individuali ma nascono da una sintesi tra i partner”.

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