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Anagrafe - Cittadina comunitaria con figlie minori – Requisiti necessari per l’iscrizione anagrafica

Anagrafe – Cittadina comunitaria con figlie minori – Requisiti necessari per l’iscrizione anagrafica

Quesito: Una cittadina comunitaria rumena, madre di due figlie comunitarie di 1 e 4 anni, coniugata con un extracomunita-rio non residente solo con un visto per ricongiungimento familiare, non ha lavoro ed ha la madre moldava con regolare permesso di soggiorno e la sorella maggiore rumena con attestazione da lavoro. La signora ha stipula-to una polizza solo per lei ed in cui si dice che copre le spese per cittadini non residenti. A noi sembra che tale polizza non vada bene ed inoltre abbiamo il problema delle bambine a cui però l’Usl rilascia un tesserino da rinnova-re ogni sei mesi. Cosa dobbiamo pretendere dalla signora per sé e per le bambine?
E se la signora si iscrivesse al Centro per l’impiego? Potremmo farla senza assicurazione ai sensi dell’art. 13, comma 3, punto b)?

Risposta: La cittadina rumena in questione e le sue due figlie minori, non hanno “fa-miliari” ai quali poter fare riferimento per i requisiti necessari all’iscrizione anagrafica. Pertanto non c’è altro da fare che pretendere il possesso dei requisiti di legge, e cioè: – la madre deve trovare un lavoro di qualsiasi tipo e durata (l’iscrizione al centro per l’impiego equipara il cittadino comunitario al “lavoratore” SOLO se tale iscrizione avviene dopo avere lavorato in Italia!). – se la madre non ha un lavoro è indispensabile che si dimostri o autodichiari il possesso delle risorse economiche necessarie sia per la richiedente che per le due figlie (le risorse possono essere possedute e dichiarate anche da altre persone, parenti o estranei); oltre alle risorse serve un’assicurazione sanitaria valida almeno un anno sia per la madre che per le figlie. L’assicurazione deve coprire i rischi sanitari (non tutti, ovvia-mente, perché è impossibile) dopo l’iscrizione anagrafica, per cui, quella posseduta non è idonea. L’art. 13, comma 3, non riguarda l’ufficiale d’anagrafe e la residenza, in quanto è relativo al diritto a “restare” in Italia e cioè a non subire un provvedimento di allontanamento da parte del Prefetto.

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